Finalmente era arrivato il momento. L'avevo visto a qualche festa...mi incuriosiva... Quella sera l'avrei avuto ospite a cena.
Volevo provare fino a che punto si sarebbe spinto.
Volevo provare fino a che punto si sarebbe spinto.
Mi sentivo come il ragno che tesse la tela in attesa di una mosca sprovveduta.
L'idea che lui non sapesse cosa lo aspettava mi eccitava moltissimo.
Preparai la tavola per una persona sola. A capotavola.
Pietanze per due.
Ecco il campanello.
"Buona sera, Milady!"
"Ciao caro, secondo piano."
Entrò e chiusi la porta. Ghignai...era mio.
"Accomodati in sala da pranzo!" Si sedette a tavola e versò del vino nel bicchiere. Mi sedetti anch'io. "Sono molto contento di rivederla, Milady. La posso aiutare a preparare la tavola?"
"No. E' già tutto pronto. Il tuo posto è sul pavimento, come i cani. Quella è la tua ciotola."
Deglutì.
Posò delicatamente il bicchiere da cui stava per bere e si alzò dalla sedia.
Posò delicatamente il bicchiere da cui stava per bere e si alzò dalla sedia.
Tirai fuori un bel collare con guinzaglio e glielo cinsi: "I cani non indossano abiti...e non camminano su due zampe. Provvedi."
Uscii alla stanza a prendere la cena, al mio ritorno lo trovai a quattro zampe dietro la sua ciotola. Nudo.
"Bravo, cane... Vedo che capisci in fretta!"
Gli riempii la ciotola e mi sedetti a mangiare.
Lui affondò la faccia nella ciotola. Quando rialzò la testa aveva mezza faccia sporca di cibo. "Animale!" tuonai "Guarda come ti sei conciato! Ti sembra il modo di stare al cospetto di una Signora?"
Lo tirai per il guinzaglio, lo presi per i capelli e gli sbattei la faccia dentro la ciotola con l'acqua. Ce lo tenni qualche istante.
"Ora rimettiti al tuo posto, cane rognoso."
La portata successiva era tortino di verdure.
Stuzzicandogli la faccia con il piede gli dissi: "Ora mi devi leccare ben bene questo piede." Cominciò subito a darsi da fare con gran lena.
Risi e gli tolsi il piede. "Non ora, idiota!"
Misi il tortino dentro la ciotola. Ci appoggiai sopra il piede. Spinsi.
Ora il mio piede era completamente affondato nel tortino, che spuntava dalle fessure tra le dita. Feci il gesto come di spegnere una sigaretta ed il mio piede fu completamente ricoperto.
"ORA."
Leccò avidamente tutta la pianta, succhiò le dita una ad una e morbidamente con le labbra pulì anche il dorso del piede.
"Molto bene, cane... Vedo che non sei del tutto inutile!"
"E giacchè ti sei dimostrato volenteroso ti concederò anche il dessert!"
Uscii scalza. Godevo del fatto che i miei piedi ricoperti di saliva si stavano riempiendo di polvere.
Presi del gelato, dei biscotti per il gelato e tornai dal mio ospite.
Dopo essermi seduta, avvicinai un vassoio sul pavimento e ci buttai qualche biscotto. Lo schiavo assisteva attonito. Aiutandomi con un cucchiaio, mi cosparsi di gelato la caviglia e il dorso del piede. Dopo qualche istante il gelato cominciò a colare. Mi alzai e schiacciai i bicotti con il piede "al gelato".
"Prego caro, è tutto tuo!"
Lo schiavo sgranò gli occhi e fissò il mio piede per qualche istante...inclinò la testa di lato...e ci si avventò sopra. Leccò ovunque, più volte. La sua lingua avida si muoveva come un serpente. Pulì "ogni parte del piede di Milady".
Ero soddisfatta.
"Bene cane...ed ora, un bel po' di frustate non te le leva nessuno!"
Stuzzicandogli la faccia con il piede gli dissi: "Ora mi devi leccare ben bene questo piede." Cominciò subito a darsi da fare con gran lena.
Risi e gli tolsi il piede. "Non ora, idiota!"
Misi il tortino dentro la ciotola. Ci appoggiai sopra il piede. Spinsi.
Ora il mio piede era completamente affondato nel tortino, che spuntava dalle fessure tra le dita. Feci il gesto come di spegnere una sigaretta ed il mio piede fu completamente ricoperto.
"ORA."
Leccò avidamente tutta la pianta, succhiò le dita una ad una e morbidamente con le labbra pulì anche il dorso del piede.
"Molto bene, cane... Vedo che non sei del tutto inutile!"
"E giacchè ti sei dimostrato volenteroso ti concederò anche il dessert!"
Uscii scalza. Godevo del fatto che i miei piedi ricoperti di saliva si stavano riempiendo di polvere.
Presi del gelato, dei biscotti per il gelato e tornai dal mio ospite.
Dopo essermi seduta, avvicinai un vassoio sul pavimento e ci buttai qualche biscotto. Lo schiavo assisteva attonito. Aiutandomi con un cucchiaio, mi cosparsi di gelato la caviglia e il dorso del piede. Dopo qualche istante il gelato cominciò a colare. Mi alzai e schiacciai i bicotti con il piede "al gelato".
"Prego caro, è tutto tuo!"
Lo schiavo sgranò gli occhi e fissò il mio piede per qualche istante...inclinò la testa di lato...e ci si avventò sopra. Leccò ovunque, più volte. La sua lingua avida si muoveva come un serpente. Pulì "ogni parte del piede di Milady".
Ero soddisfatta.
"Bene cane...ed ora, un bel po' di frustate non te le leva nessuno!"