31 ottobre 2010

Lo sguattero (1)

Salgo le scale con il cuore in gola. Mi avvicino alla porta e busso, la porta si apre misteriosamente e io entro titubante.
Un rumore alle mie spalle... mi volto e la vedo: è vestita come un'elegante padrona di casa: tailleur con gonna corta, camicetta tacchi alti, occhiali.
Dopo un saluto balbettante, abbasso lo sguardo dritto dritto verso i suoi sandali e mi metto istintivamente a quattro zampe.
Lei si muove passeggiando lentamente. La mia lingua è incollata alle sue estremità... goffamente incespico più volte ma lei non si arresta: devo arrancare, sudato, per raggiungere l'oggetto del mio desiderio.
Mi precede sculettando. Io la seguo fino alla camera.
"Là ci sono i tuoi vestiti idiota" mi dice poi prendendomi per un orecchio mi sussurra "Oggi sarai il mio sguattero. Voglio che la casa brilli come uno specchio, intesi?"
Accenno un sì mentre stringo gli occhi dal dolore. Lei esce dalla camera.

Indosso il vestitino da cameriera che mi ha preparato sul letto. Ha una gonnellina nera col pizzo bianco molto corta e leggermente aperta sul didietro, una pettorina con spallucce e scollatura, un cerchietto per i capelli con un fiocco rosa, un paio di autoreggenti con rete a maglia media, un paio di scarpe con tacco alto.
Sento i tacchi della divina che si avvicina (mi aveva intimato di attenderla girato di spalle). La sento dietro di me "Vediamo coglione come ti sei vestito.... hummm..." Ispeziona la sua cameriera sistemando qualche particolare, poi mi fa girare. Vedo che tiene in mano un collare. Sorridendo ironicamente mi sussurra "Manca questo..." e me lo cinge al collo (ha anche un guinzaglio che lascia penzolare). Poi mi squadra per bene, afferra il guinzaglio con forza e lo spinge a terra: subito comprendo il suo volere e mi metto a quattro zampe. "Dai muoviti che c'è un sacco di lavoro da fare..." dice divertita uscendo dalla stanza.

Mi conduce in sala, davanti allo specchio a parete. Mi ordina di sfilarle la gonna e io eseguo ammirando il suo sedere sodo e le sue gambe ben tornite. "Anche la camicetta" Le sbottono, tremando, la camicia "Che cosa hai? Tremi tutto" dice maliziosa.... finisco di togliere la camicetta: rimane in reggiseno, intravedo il seno. "Vieni qua" mi sposto davanti a lei. Mi fissa per lunghi momenti poi improvvisamente mi molla un ceffone "Porco! questo è perché hai guardato le tette della padrona" Si gira sui tacchi e mi ordina di seguirla.
"Qui ci sono i piatti da lavare" In cucina mi attende un lavandino stracolmo di stoviglie bicchieri posate piatti.... mi metto al lavoro mentre lei si siede sul piano di cucina accanto a me: gambe accavallate, si accende una sigaretta (mi getta il fumo in faccia) mentre io lavo.  A ogni minimo difetto (una goccia d'acqua che schizza verso di lei o che cade fuori dal lavandino, una pentola ancora un po' sporca, un movimento sbagliato...) le sue sberle si fanno sentire. Poi scende ed esce dalla stanza "Aspetta cretino, e non smettere di lavare!"

Torna e si piazza alle mie spalle. Sento la sua presenza dietro di me... inizio a innervosirmi, non la vedo ma percepisco il suo sorriso maligno... poi improvvisamente con delicatezza si avvicina alla mia schiena, mi sfiora.... sento il suo corpo... mi cinge i fianchi dolcemente con le mani, poi scivola giù... deglutisco dall'emozione.... fruga nella mia gonnellina.... poi sussurra all'orecchio "Bene bene... il mio maiale è quasi pronto....". Poi molla la presa e mi intima "Girati". Ha un rossetto in mano. "Fammi vedere quella faccia da coglione". Il suo sguardo mi scruta "Ecco! ho trovato il nome che fa per te." Scoppia in una risata "Ora avvicina quella faccia da stronzo" Mi prende per il mento e mentre io trattengo il respiro, afferra il rossetto e traccia delle lettere sulla mia fronte. "Ora va a vederti allo specchio, muoviti!". Goffamente mi dirigo camminando sui tacchi verso la sala dove campeggia un grande specchio: vedo un coglione vestito da troietta col fiocco in testa e con la scritta "imbecille" in fronte.

BdC